
Imprenditori si nasce o si diventa? | YES I START UP
“L’imprenditorialità si realizza quando si lavora su opportunità e idee per trasformarle in valore per gli altri. Il valore creato può essere finanziario, culturale o sociale”.
(Commissione europea, 2012).
Economia, sociologia, psicologia, antropologia, comunicazione, politica: il ruolo dell’imprenditore ricopre un ruolo cruciale nello sviluppo del benessere dei luoghi ai quali la sua attività si rivolge.
In Italia, le piccole e medie imprese generano un valore vicino ai 50 milioni di euro, l’82% dei lavoratori in Italia è impiegato nelle PMI (15 milioni di lavoratori, percentuale superiore alla media di riferimento dell’Unione Europea) e costituiscono il 92% delle imprese attive.
L’intraprendenza, la proattività e la creatività sono tratti distintivi dell’italianità nel mondo.
Essere imprenditori non significa soltanto dare vita ad un’azienda, piccola, media o grande che sia. La nascita di una nuova impresa in un territorio conferisce energia a tutti coloro che lo abitano dando vita ad esternalità positive sia da un punto di vista economico tramite posti di lavoro ad esempio, sia da un punto sociale tramite la profusione di valori e di atteggiamenti propositivi: energia, speranza, voglia di mettersi in gioco e di migliorarsi come persone e come lavoratori.
IMPRENDITORI SI NASCE O SI DIVENTA?
Geni, ambiente, formazione: secondo gli esperti sono questi gli elementi cruciali a determinare lo spirito imprenditoriale di un soggetto.
Come nello sport o nella musica, la genetica non guasta; tuttavia ci sono diversi fattori che influiscono nella creazione del cosiddetto “spirito imprenditoriale” di un individuo.
Tra questi, l’ambiente gioca un ruolo fondamentale. I giovani vanno ispirati e motivati attraverso storie di successo, esperienze di imprenditorialità, percorsi lavorativi vincenti in grado di installare il seme della entrepreneurship, termine utilizzato nella letteratura imprenditoriale per indicare il comportamento di chi una persona motivata, propositiva, creatrice di idee e progettualità innovative che portino alla produzione di un risultato, economico e sociale.
La genetica e l’ambiente sono indubbiamente fattori cruciali per la formazione dello spirito imprenditoriale, ma il vero slancio competitivo è dato dalla formazione che sta alla base del percorso di un imprenditore. Per formazione non si fa riferimento unicamente a un ciclo formativo accademico.
L’aspetto formativo deve riguardare la conoscenza degli aspetti tecnici e settoriali di base del “fare impresa” come il marketing, la contabilità, la finanza o il diritto del lavoro ad esempio, ma non può prescindere dalle competenze trasversali come la capacità di accettare la sfida e assumersi rischi e responsabilità; la capacità di leggere la realtà (anche quella più prossima che lo circonda) e individuare opportunità; la creatività, intesa come problem solving; la capacità di autodeterminarsi ed entrare in azione; la capacità di comunicare e coinvolgere altri e mobilitare in questo modo persone e risorse per raggiungere il suo obiettivo.
COME DIVENTARE IMPRENDITORE?
Per dare vita ad una realtà imprenditoriale occorre sviluppare un percorso formativo e professionale consolidato nel tempo fatto di idee, conoscenze, risorse (finanziarie e non) e una buona dose di fortuna che tuttavia risulta inefficace se non è associata agli altri elementi che devono necessariamente consolidarsi nella forma mentis dell’individuo che intende dare vita ad un’impresa.
